A momenti partorivo a 29 Settimane.. 😳😱

Non credo di avervelo mai detto, ma oggi sto per raccontarvi una faccenda accaduta quando ero incinta di Azzu: esattamente a 29+3 settimane.

E’ una cosa che sinceramente avevo abolito dal mio cervello e che, per caso, ho ricordato qualche giorno fa.
Vi sembrerà strano da dire, ma si dice sempre che i dolori che si provano in gravidanza o durante il parto si scordano subito (o quasi). Ed è proprio ciò che è successo a me.. neanche ricordavo di questo avvenimento .. l’avevo completamente dimenticato.

Torniamo indietro ad esattamente tre anni fa. Era Aprile ed io ero a 29 Settimane + 3. Insomma gravidanza avanzata, ma non troppo per dare alla luce un bebè. Dovevo finire l’anno scolastico e partorire Azzurra prematuramente, avrebbe comportato l’abbandono dell’anno scolastico. Infondo sarei rimasta al suo fianco in Ospedale e avrei fatto tante assenze.

Sembrava una giornata normale quella, una come le tante altre trascorse a scuola col pancione. Mi sono svegliata alla stessa ora, mi sono preparata in fretta per non fare tardi e ho preso lo stesso autobus di sempre per arrivare a scuola. Insomma una giornata come tutte le altre!

Anzi, una cosa diversa forse c’era..

Arrivata in classe, la Proff di Matematica mi chiamò alla lavagna per un’interrogazione. Non ero preoccupata, mi ero preparata perché sapevo che stava facendo il giro di chiamate e prima o poi sarebbe arrivato anche il mio momento. Tant’è che accettai senza problemi.

Per non farmi affaticare mi propose addirittura di fare l’interrogazione seduta affianco a lei, dato che ero di sette mesi inoltrati. Così feci un pezzo di interrogazione seduta e gli ultimi dieci in piedi alla lavagna.
Dopo un bel Sette netto (il mio primo, aggiungo) me ne torno al posto soddisfatta come non mai e con una materia in meno da ripassare. Arrivato il cambio dell’ora la Proff si alzò e se ne andò.

Mi fiondai a sedermi alla cattedra per Aspettare il proff per chiedergli se potevo scendere al Bar per mangiare (come sempre!!).

Appena mi sedetti, cominciai a sentire i primi dolori. Io le chiamavo “CONTRAZIONI” perché ero nel periodo in cui cominciavo ad avere quelle di Braxton Hicks. Adesso posso assicurarvi che non lo erano. O magari c’erano ed erano lievi.. ma quei dolori erano altro. Erano dei dolori che sinceramente ad oggi non saprei descrivervi. Mi partivano dalla schiena (o forse dai reni non so) e continuavano sulla pancia e finivano sullo stomaco e pancia. Poi dal dolore forte, mi era comparsa la nausea e i giramenti di testa.. era tutto collegato!

Andai al Bar senza dire una parola e mangiai qualcosa, pensando mi sarebbe passato da li a poco. Invece niente. Ricordo di aver avvisato il vice preside che mi ha aperto la stanza riservata ai ragazzi disabili per farmi distendere qualche minuto. In realtà, però, non riuscivo a stare ferma un granché.


Ho persino creduto fossero doglie quelle che sentivo.

Tutti mi descrivevano le doglie come un dolore allucinante, improponibile, impensabile etc.. ed era quello che provavo in realtà. Stetti in quella stanza con la mia compagna di banco che mi ha fatto compagnia quasi tutto il giorno. Ogni tot, poi, venivo controllata dal vice preside che mi insisteva di chiamare a casa.

Io da incosciente non lo feci e non ricordo neanche il perché! Si vede proprio che avevo diciassette anni ed ero immatura ed ignorante😒 In tutto questo, Alex (che studiava in una scuola a pressapoco un km dalla mia) sapeva solo che avevo un lieve mal di pancia dovuto dall’ansia dell’interrogazione.

Il resto della giornata scolastica la trascorsi tra dolori e noia: aspettavo con ansia di tornare a casa per riposarmi, farmi una doccia e andare a dormire.

L’ultima ora era diventata infernale. Avevo cominciato a pensare che fossero veramente doglie dato che ciò che avevo aumentava e basta. Prima del suono della campanella, mandai un messaggio ai miei compagni in classe, dicendo se potevano farmi la cartella e portarmela all’entrata. Salire tre rampe di scale e poi riscenderle mi avrebbe fatta morire.

Intanto chiamai Alex raccontandogli tutto e mi prese a parolacce per non averlo avvisato prima e per non essere andata a casa. AVEVA RAGIONE!
Così uscì qualche minuto prima e si fiondò a scuola mia per venirmi a prendere perché in quel momento il dolore era diventato insopportabile! Chiamai anche mia madre per avvisarla che doveva portarmi in ospedale e si catapultò a scuola in pochi minuti. Ah, si .. mi prese a parolacce anche lei!

Arriviamo in Ospedale.

Alex e mia madre fanno l’accettazione per me e io intanto in preda a dei dolori lancinanti vengo trasportata in ginecologia con una sedia a rotelle. La, mi rigirano come un pedalino: mi fanno ecografia alla pancia , visita ginecologica , tampone interno, ecografia ai reni, sentono i battiti di Azzurra etc.

Tutto era nella norma. Ero chiusa, non dovevo partorire e non avevo le doglie. Azzurra stava alla grande. Io continuavo ad avere questi dolori e a non riuscire a stare in piedi. Ad ogni “CONTRAZIONE” , però, (le chiamavo così perché erano fitte che andavano e venivano) mi piegavo.

L’unica cosa che i Dottori potevano provare a somministrarmi era una Tachipirina per vedere se il dolore si sarebbe attenuato. Così mi mettono seduta sulla sedia a rotelle e vanno a prendere il medicinale. Me lo portano lo scarto davanti a loro e ciò che succede dopo sembra una scena di un film.

Mentre sto per infilarmi la pasticca di Tachipirina in bocca, tiro un sospiro per ingoiarmela tutta d’un fiato (ho il terrore dei pasticconi) e in quel momento sento dentro me un sollievo improvviso. Come se ci fosse qualcosa di incastrato e si fosse “disincastrato”. Da li abbiamo capito tutto.

La testa di Azzurra era poggiata sui miei reni e incastrata tra le vertebre della schiena e le costole.

Ma ci pensate? Avevo avuto quel dolore tutto il giorno e anche se fossi andata in Ospedale prima non c’era una cura al dolore. Dovevo aspettare che Azzu si “disincastrasse” da sola per provare sollievo. Insomma, da una parte mi è bene ma dall’altra ero un incosciente del cavolo perché sarebbe potuto succedere qualsiasi cosa.


Fortunatamente, niente di tutto questo è più accaduto e ho goduto di ottima salute per tutto il resto della gravidanza.. fino al parto, quando ho risentito dei dolori molto simili. Alla fine è come se avessi partorito due volte.. 😂

Ora tocca a voi! Raccontatemi un’esperienza simile alla mia ( se l’avete vissuta) che proprio non riuscite a dimenticare nonostante sia trascorso diverso tempo! Mi fa piacere sentire anche le vostre storie !